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caviale di melanzane

Il caviale di melanzane ti farà innamorare della cucina vegetale. 

Se senti la parola "caviale", probabilmente pensi a qualcosa di lussuoso, costoso e riservato alle grandi occasioni. E se ti dicessi che esiste un caviale che costa pochissimo, si prepara con un solo ingrediente principale e profuma d'estate, sole e brace?

Stiamo parlando del caviale di melanzane (noto in Francia come caviar d’aubergines e cugino stretto del celebre baba ganoush mediorientale). Niente paura: non contiene alcuna traccia di pesce o uova. Si chiama così unicamente per la sua consistenza incredibilmente vellutata, cremosa e spalmabile, che ricorda quella delle pregiate uova di storione quando viene ridotta in purea.

Se non lo hai mai provato, preparati a inserire questo piatto nella tua lista dei "mai più senza" per i tuoi aperitivi estivi.

Il segreto della consistenza (e del profumo di fumo)

Il vero caviale di melanzane non si fa bollendo la verdura, né semplicemente saltandola in padella. Il trucco per ottenere una consistenza perfetta e un sapore unico è la cottura al forno (o meglio ancora, sulla brace).

La melanzana deve cuocere intera, con tutta la buccia, finché la polpa non diventa morbidissima e quasi "sfatta". Durante la cottura in forno ad alta temperatura, i succhi interni si concentrano e la buccia leggermente bruciacchiata dona alla polpa quel tipico retrogusto affumicato che fa tutta la differenza del mondo.

teglia con cicoria, scarola e uova

Ho preso spunto da una ricetta della rivista Sale & Pepe e l'ho adattata sostituendo con le verdure del mio orto: cicoria e scarola! Piatto unico semplicissimo ma completo grazie anche alle uova, vediamo come si prepara.

gnocchi ripieni di scarola su scarola liquida


Oggi una ricetta a tutta scarola! La scarola è sia nel ripieno, insieme ad altri ingredienti, che come salsa nel piatto, lo chef Antonio Cannavacciulo prepara l'insalata liquida, proprio da lui ho preso ispirazione. Piatto preparato con la scarola ascolana del mio orto invernale, questa ricetta è di qualche settimana fa, nelle prossime settimane pubblicherò le ultime ricette preparate con verdure dell'orto invernale, ora dismesso, per far posto alla preparazione dell'orto estivo. La scarola ascolana un tesoro meno noto della cucina marchigiana, ma assolutamente imperdibile per chi ama i sapori autentici e la "cucina di magro" che sa di festa. La scarola ascolana (in particolare la varietà "Quintana") è un'indivia scarola invernale molto pregiata, caratterizzata da cespi voluminosi, foglie biondo-chiare, ampie e croccanti con un cuore molto bianco e pieno. Eccellente per l'orto autunnale per l'elevata resistenza al freddo, è ottima sia cruda che cotta, ideale per torte salate.

Caratteristiche e coltivazione:
  • Varietà: Spesso si trova la varietà "Quintana", nota per la sua rapida crescita e la resistenza alle basse temperature.
  • Raccolta: Pronta in circa 80 giorni dal trapianto.
  • Imbianchimento: Si consiglia di legare il cespo o coprirlo qualche giorno prima della raccolta per ottenere un cuore più tenero, croccante e bianchissimo.
  • Terreno: Preferisce suoli leggeri, ricchi di sostanza organica e ben drenati, specialmente in autunno.
  • Clima: Teme il ristagno idrico, ideale l'uso di aiuole rialzate in terreni argillosi.
Utilizzo in cucina:
  • Cruda: Perfetta in insalate miste, apprezzata per il sapore fresco e la consistenza croccante.
  • Cotta: Molto versatile, ottima per torte salate, ripieni, ripassata in padella o in sformati.
La scarola ascolana è disponibile principalmente in piantine pronte al trapianto (spesso in cubetto, come offerto da Orto Mio o Finco Agricoltura) e si distingue per l'elevata vigoria.

polpettone di cime di rapa e pollo

 La cima di rapa Maceratese è una varietà pregiata, nota per il sapore più delicato e aromatico rispetto ad altre tipologie, con foglie lunghe, verdi e molto dentellate. È una varietà a ciclo medio-tardivo (70-110 giorni), ideale per la raccolta autunno-invernale, con ottima capacità di ricaccio dopo il taglio. Quest'anno l'ho coltivata nell'orto del mio giardino, sotto trovate la foto.  Se pensate che le cime di rapa siano un’esclusiva delle orecchiette pugliesi, preparatevi a cambiare idea. Nel cuore delle Marche, e in particolare nel maceratese, la cima di rapa è una questione seria. Non è solo un contorno: è un rito invernale, un profumo che invade le cucine quando fuori la nebbia sale dalle valli e un ingrediente capace di nobilitare anche il pasto più semplice.

Nelle campagne intorno a Macerata, la cima di rapa (spesso chiamata semplicemente "la cima") trova un terreno ideale. La variante locale si distingue per un equilibrio perfetto tra quella punta di amaro tipica della pianta e una dolcezza di fondo che emerge dopo la prima gelata. Sì, perché i vecchi saggi delle nostre colline lo dicono sempre: "La cima è bbona dopo che ci ha fatto la brinata".

Dimenticate le cotture a vapore tristi e sbiadite. La cima di rapa maceratese esige carattere. Ecco come si prepara nella versione più autentica:

  1. La Pulizia: Si scelgono le foglie più tenere e le infiorescenze (i "fiori"), eliminando le parti coriacee.

  2. La Sbollentata: Un tuffo rapido in acqua bollente salata. Ma attenzione: deve restare tenace, non deve sfaldarsi.

  3. Il Salto in Padella: Qui avviene la magia. Olio extravergine d'oliva delle nostre colline, uno spicchio d'aglio "vestito" e l'immancabile peperoncino. C'è chi aggiunge una puntina di sarda salata per dare sapidità, ma la vera versione maceratese punta tutto sulla qualità del vegetale.

A Macerata, la cima di rapa non viaggia quasi mai da sola. È la compagna di squadra ideale per:

  • La Crescia Fogliata: In alcune zone del maceratese, la cima entra di diritto nel ripieno delle torte salate tradizionali.

  • Salsiccia e Ciauscolo: Il connubio con il maiale è sacro. Una fetta di pane sciapo (tipico marchigiano), una salsiccia grigliata e una generosa forchettata di cime ripassate: ecco la felicità.

  • Polenta: Versata sulla spianatoia di legno, la polenta con il sugo di cime e costine è il comfort food definitivo per le domeniche di gennaio.

Il tocco dello chef (o della nonna): Non buttate l'acqua di cottura! Usatela per cuocerci un pugno di "foglietti" o di pasta corta. Il sapore minerale che rilascia è un toccasana naturale.

crespelle di broccolo romanesco ripiene di salsiccia


Una ricetta con il broccolo romanesco del mio orto. Molti lo chiamano "cavolfiore verde", ma il Romanesco ha una personalità tutta sua:

  • Sapore delicato: È più dolce e meno "pungente" del cavolfiore bianco e meno erbaceo del broccolo siciliano.

  • Consistenza: Resta croccante anche dopo la cottura, a patto di non dimenticarlo sul fuoco.

  • Nutrizione: È una bomba di Vitamina C e potassio. Praticamente un integratore naturale, ma con un aspetto molto più "cool".

Trattarlo con rispetto. 1. Cottura a vapore: 5-7 minuti per mantenere intatta la sua struttura geometrica e il colore brillante. 2. In padella: Ripassato con aglio, olio e un pizzico di peperoncino (la morte sua, come dicono a Roma). 3. La pasta alla romana: Provalo con le orecchiette o la pasta corta, aggiungendo delle acciughe sciolte nell'olio e una spolverata di pecorino.

Mangiare un Broccolo Romanesco non è solo un piacere per gli occhi (e per la mente, data la sua geometria), ma è un vero e proprio "tagliando" per il nostro organismo. Appartiene alla famiglia delle Brassicaceae (o Crucifere), note per essere tra gli ortaggi più salutari in assoluto.

Ecco nel dettaglio perché dovresti inserirlo spesso nella tua dieta:

1. Un potente antiossidante

Il Romanesco è ricchissimo di vitamina C (spesso ne contiene più del cavolfiore comune) e di composti fenolici. Questi elementi combattono i radicali liberi, rallentando l'invecchiamento cellulare e proteggendo i tessuti dallo stress ossidativo.

2. Cuore e pressione sotto controllo

Grazie all'alto contenuto di potassio, questo ortaggio aiuta a regolare la pressione arteriosa. Inoltre, la presenza di fibre contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo "cattivo" (LDL) nel sangue, proteggendo la salute di arterie e cuore.

3. Alleato della digestione

Essendo composto per circa il 90% da acqua e ricco di fibre alimentari, il Broccolo Romanesco:

  • Favorisce il transito intestinale.

  • Aumenta il senso di sazietà (ottimo per chi vuole perdere peso).

  • Nutre il microbiota intestinale, migliorando la salute generale dell'apparato digerente.

4. Proprietà protettive (Isotiocianati)

Come i suoi "cugini" broccoli e cavoli, contiene isotiocianati (tra cui il sulforafano). Studi scientifici suggeriscono che queste sostanze abbiano un ruolo importante nella prevenzione di alcune forme tumorali e nel sostenere i processi di disintossicazione del fegato.

crepes di fiori di zucca ripieni di ricotta di bufala

Con gli ultimi fiori di zucca del mio orto di questa stagione ho preparato queste crespelle di fiori di zucca, per la ricetta ho preso ispirazione da qui per ripieno ho utilizzato ricotta di bufala, ormai le piante di fiori di zucca, che sono state da giugno molto produttive, hanno esaurito il loro ciclo vitale e, in vista della mia prossima partenza per un viaggio in Norvegia e fiordi della prossima settimana, le abbiamo tolte dall'orto. Nell'orto sono rimasti i pomodori di 3 qualità: ciliegino, piccadilly e pera d'Abruzzo. E intanto preparo il programma di viaggio e la valigia che dovrà contenere abiti primaverili / autunnali. Buone vacanze!!

pizza di pastella con fiori di zucca

 

Con questo caldo non volevo friggere i fiori di zucca, ho fatto una ricerca in rete e ho trovato questa ricetta che viene chiamata "pizza ai fiori di zucca" anche se non è una pizza ma bensì una pastella dove vengono immersi i fiori di zucca, poi farciti con mozzarella e alici, cotti in padella oppure in forno. Gabry dice anche che è una ricetta laziale ma io non la conoscevo, comunque ha fatto un ottima riuscita, ricetta semplice e gustosa che ho preparato con i fiori di zucca del mio orto, questa volta non ho farcito i fiori di zucca e l'ho cotta in forno. Poi ho trovato una ricetta molto simile ma con l'aggiunta di uovo e latte su LAZIO GOURMAND sito di due mie care amiche che seguo sempre da molti anni, io ho preferito la ricetta di Gabry.

panada con polpo e patate

 

Immagina un tortino salato, un guscio di pasta ripieno di delizie, questo è, in parole povere, la panada. Ma la panada cagliaritana non è una panada qualunque, si distingue per la sua forma rotonda e il suo ripieno generoso, che tradizionalmente vede protagonisti l'agnello (o in alcune varianti il maiale), le patate e i pomodori secchi. Tutto questo è racchiuso in una sfoglia di pasta preparata con semola, strutto, acqua e sale, che le conferisce una consistenza unica e saporita. Oggi pubblico la ricetta della panada con polpo e patate ma qui trovate la ricetta della panada ripiena di carciofi e patate. Un morso di storia: la panada ha radici antiche che affondano nella tradizione contadina sarda. Nata come piatto unico e sostanzioso, era perfetta per chi lavorava nei campi o aveva bisogno di un pasto completo da portare con sé. La sua chiusura ermetica permetteva di conservare il ripieno caldo e protetto, rendendola una sorta di "schiscetta". Con il tempo, la panada è diventata un simbolo della cucina casalinga cagliaritana, tramandata di generazione in generazione. Il segreto di una panada perfetta risiede nella qualità degli ingredienti e nella pazienza della preparazione. La pasta, poi, deve essere lavorata a mano con maestria per ottenere la giusta elasticità e croccantezza una volta cotta. È un vero e proprio rito che esalta i sapori della terra sarda. Se ti trovi a Cagliari, non sarà difficile trovare la panada in forni tradizionali, gastronomie o ristoranti tipici. Ogni famiglia ha la sua ricetta, le sue piccole variazioni, rendendo ogni assaggio un'esperienza leggermente diversa ma sempre deliziosa. La panada cagliaritana è molto più di un semplice piatto; è un viaggio nel cuore della cultura culinaria sarda. È un invito a riscoprire i sapori autentici, la storia e la passione che si celano dietro ogni singola preparazione.

carciofi ripieni di baccalà

Adoro i carciofi, mi piace proprio il gusto che hanno e la loro versatilità in cucina, come questa ricetta scopiazzata qui dalla rivista Sale & Pepe che ho riprodotto a casa proprio uguale visto che amo anche molto il pesce e tra questi anche il baccalà, come si può ben notare dalla foto ho abbondato con il ripieno!! che mi ricorda il mio viaggio in Portogallo. Mi è piaciuta tantissimo Porto qui trovate uno dei miei post  e Lisbona post qui dove ho mangiato le famose crocchette di baccalà.  Ma passiamo a questa semplice e stuzzicante ricetta!! Nel frattempo l'orto estivo è stato già tutto piantato e ci sta dando già dei buonissimi fiori di zucca che sono finiti dritti, dritti, nella pasta insieme alle acciughe e alla ricotta, un classico intramontabile delle mie ricette con i prodotti del mio orto.

Gustare la Tuscia: i fagioli in greppa

 

I Fagioli in Greppa: Un Assaggio Autentico della Tradizione Gastronomica Viterbese 

Turismo e Cultura nell'Alto Lazio edizione 2025, tornano gli show cooking con giornalisti e blogger organizzati dalla Camera di Commercio Rieti Viterbo in collaborazione con la sua Azienda speciale Centro Italia che hanno come obiettivo la promozione delle eccellenze enogastronomiche e turistiche del territorio. Quattro sono appuntamenti in diretta che si terranno in queste date: 1-8-15 aprile e 6 maggio 2025. Questa ricetta è stata preparata martedì 15 aprile 2025 insieme allo chef  Marco Ceccobelli del ristorante "Agriristorante Il Casaletto" Str. Grottana n.9 Grotte Santo Stefano (Viterbo). 

Cari amici appassionati di sapori antichi e di storie culinarie che profumano di terra e di genuinità, oggi ci immergiamo nel cuore della tradizione gastronomica del Viterbese per scoprire un piatto che racchiude in sé l'essenza della cucina popolare: i Fagioli in Greppa.

Questo nome così particolare, "in greppa", ci riporta indietro nel tempo, a una cucina semplice ma ingegnosa, dove l'ingrediente principe, il fagiolo, veniva declinato in mille modi per nutrire le famiglie contadine. Un tempo, infatti, con questa espressione si indicavano tutte quelle preparazioni a base di fagioli, condite con gli ingredienti più disparati che la dispensa offriva, e servite in un modo tanto pratico quanto evocativo.

Gustare la Tuscia: pane fritto o pancristiano


Turismo e Cultura nell'Alto Lazio edizione 2025, tornano gli show cooking con giornalisti e blogger organizzati dalla Camera di Commercio Rieti Viterbo in collaborazione con la sua Azienda speciale Centro Italia che hanno come obiettivo la promozione delle eccellenze enogastronomiche e turistiche del territorio. Quattro sono appuntamenti in diretta che si terranno in queste date: 1-8-15 aprile e 6 maggio 2025.

L'arte del riciclo goloso che conquista sempre, abbiamo preparato questa ricetta insieme allo chef Felice Arletti del ristorante "Il calice e la stella" Piazza Garibaldi n.9 Canepina (Viterbo).

Amanti del buon cibo e della cucina sostenibile, questo post è per voi! Oggi celebriamo un piatto che incarna perfettamente l'arte del non sprecare e la capacità di trasformare ingredienti semplici in qualcosa di straordinario: il pane fritto, conosciuto anche come pancristiano.

In un'epoca in cui l'attenzione alla riduzione degli sprechi alimentari è sempre più importante, il pane fritto si riscopre come un'idea geniale e incredibilmente gustosa. Chi l'avrebbe mai detto che quel pane un po' "triste" dimenticato nel cestino potesse rinascere a nuova vita in una nuvola croccante e dorata?

Che lo si chiami pane fritto o pancristiano, poco importa. Ciò che conta è la sua anima popolare, la sua capacità di unire le tavole con un sapore semplice ma appagante. È un piatto che sa di casa, di nonne che non buttavano via nulla e che con pochi gesti creavano merende o contorni sfiziosi. Il concetto è lo stesso: recuperare il pane raffermo e trasformarlo in qualcosa di incredibilmente goloso. Un'usanza antica, dettata dalla necessità di non sprecare nulla, ma che si è evoluta in un vero e proprio comfort food.

pizza baciata farcita con broccolo calabrese e pecorino


Anche quest'anno il mio orto invernale mi sta regalando tante buone verdure che cerco di utilizzarle anche nelle mie ricette da pubblicare qui nel blog, in realtà questa era una ricetta già pubblicata che ho riutilizzato cambiando la farcitura, qui trovate la pizza baciata ripiena di cicoria questa volta l'ho farcita con il broccolo calabrese e pecorino romano grattugiato, che bontà! Qui sotto anche la foto del broccolo calabrese.

uovo ricomposto dello chef Sandro Serva del ristorante stellato La Trota (Rivodutri, Rieti)

 

Terzo appuntamento con i cooking show nell'ambito del progetto "Turismo e Cultura" per promuovere le eccellenze enogastronomiche del territorio, iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio Rieti Viterbo in collaborazione con l'Azienda Speciale Centro Italia. 

I cooking show si svolgono ogni martedì alle ore 19 potrete vederli in diretta sulle pagine della Camera di Commercio di Rieti Viterbo https://www.facebook.com/cameracommerciorietiviterbo/ e Azienda Speciale Centro Italia https://www.facebook.com/aziendaspecialecentroitalia.

Nella tappa "gustare Rieti" ci siamo fermati per una sera a Rivodutri (Rieti) "ospiti virtuali" dello chef Sandro Serva che ci ha guidati nella preparazione della ricetta "uovo ricomposto" su crema di spinaci. Gli ingredienti per la preparazione della ricetta sono: 4 uova, 1 spicchio d'aglio, scalogno, 100 grammi di strigoli (quando è stagione) sostituiti con spinaci o spinacino; 1 patata gialla (noi abbiamo utilizzato la patata di Leonessa dell'azienda agricola Il Sambuco), olio extravergine di oliva, sale. In questa ricetta l'uovo viene cotto al vapore e ricomposto in modo che l'albume dell'uovo formi un guscio contenente il tuorlo.

caesar salad

 

La ricetta originale della Caesar Salad non prevede la senape. Fu creata da Caesar Cardini, un ristoratore italiano emigrato negli Stati Uniti, nel 1924. La versione classica della Caesar Salad utilizza ingredienti semplici ma gustosi, senza la senape. 

pokè con riso nero, salmone e zucchine

 
Non sono un'appassionata di poke, forse l'ho mangiata solo 2 volte fuori casa, questa volta l'ho voluta preparare a casa. Ho comprato il saku di salmone è un taglio di salmone un po' spesso e morbidissimo, ideale per preparare piatti come il sushi, il sashimi o il pokè. Si tratta di un taglio confezionato apposta per essere consumato crudo, quindi controllato e abbattuto. Io l'ho utilizzato per preparare una pokè fatta in casa insieme al riso nero e alle zucchine del mio orto, che sono piccolissime e tenere, infatti le ho lasciate crude tagliate a fettine. Un piatto unico fresco e sfizioso.

Melanzane fritte, uova e pomodori

 
Melanzane fritte, uova e pomodori è una ricetta della Calabria che ho trovato nella rivista di cucina Sale & Pepe, rivista che leggo da tanti anni e  dalla quale prendo tanti spunti anche per la preparazione delle mie ricette qui a casa. Non mi piacciono le uova sode, cerco sempre ricette nuove da preparare con le uova oltre alle semplici frittate, questa mi è sembrata la ricetta adatta a me anche perchè mi piacciono molto le melanzane. Quest'anno ho una pianta di melanzane in giardino che sto curando personalmente oltre all'orto vero e proprio, qui nel blog trovate tante ricette con le verdure e ortaggi del mio orto. Fuori dall'orto oltre alle melanzane ho anche insalatina da taglio, insalata canasta, rucola e una pianta di peperoni campani papaccelle che ora sono in crescita, invece le melanzane ne ho 1 già bella grossa. Cosa c'è di più buono delle melanzane fritte!?!?!?

confit di pomodori, cipolle rosse e carote al sesamo

 
Questa ricetta sembra fatta apposta per me, trovata sulla rivista di cucina Sale & Pepe, che leggo da anni, l'ho preparata con 2 diverse qualità di pomodori del mio orto. Quest'anno l'orto non sta andando molto bene, fagiolini e fiori di zucca sono cresciuti e ci hanno dato molto, mentre le piante di pomodoro hanno fermato la loro crescita e hanno dato pochi pomodori che stiamo mangiando in questo periodo, non riusciamo a capirne il motivo ma da ricerche effettuate, sembra che stia succedendo a tutti e dipenda dal clima. Anche la mia pianta di melanzane ha fatto solo 1 melanzana, poi si è fermata, ora ha messo diversi fiori, speriamo si riprenda tutto. Qui sotto metto le foto sia dei pomodori camoni che dei piccadilly del mio orto. 

gateau di patate e melanzane perline

 

Oggi una ricetta nella quale ho utilizzato le melanzane perline, queste piccole melanzane si producono in Sicilia ma io l'ho acquistate in una serra qui a Roma. Non le avevo mai assaggiato e mi hanno incuriosito, preparerò alcune ricette con queste melanzane, la prima è questa. Qui sotto la foto delle melanzane perline, piccole e carine!

fiori di zucca ripieni di patate e pinoli

Il mio orto è pieno di fiori di zucca in questo periodo che utilizzo in mille ricette, dalle pizze, alla pasta o al riso, oppure ripieni in tanti modi diversi, questa volta ho voluto provare questa ricetta ripieni di patate. Qui sotto metto la foto dei fiori di zucca nel mio orto, ho tre piante che facciamo rampicare che danno circa 10 fiori di zucca al giorno, pensate quanti fiori di zucca ho dopo 1 settimana! A noi qui a casa poi piacciono tantissimo, sono diversi da quelli che comprate al supermercato: sono molto più grandi, sono molto più sodi, anche lavandoli non si strappano, si mantengono in frigorifero anche per più di una settimana senza che si rovinano, sono bio in quanto concimiamo l'orto con il compostaggio che facciamo sempre noi. Questa ricetta proviene dalla rivista di cucina SALE & PEPE (giugno 2002). Ricetta facilissima e sfiziosa da mangiare come piatto unico tiepidi o raffreddati, abbinandoli a qualche altra verdure, io ho mangiato l'insalatina da taglio delle mie piante!

hash brown di zucchine

Gli hash brown sono delle frittelle di patate, tipica della cucina americana e inglese, si preparano grattugiando le patate che, dopo essere state bollite, vengono sottoposti a frittura oppure cotti su un piano cottura, una griglia, o in un tostapane.

Nel mondo vi sono molti tipi di frittelle simili agli hash brown, fra cui i rösti svizzeri, che vengono legati caon il burro o l'olio, i subric di patate, il bubble and squeak britannico, che si ottiene mischiando cavoli e patate, il boxty irlandese, e l'hash, tipicamente preparato usando avanzi di cibo, fra cui carne tritata, e altre verdure. (fonte Wikipedia) In America si consumano anche a colazione, io qui le ho preparate con le zucchine e le ho farcite con salmone affumicato. 

Ho visto questa ricetta sul profilo Instagram di "una stella in cucina", le ho preparate con le zucchine del mio orto che non sono molto acquose come quelle del supermercato, per questo motivo ho saltato il passaggio di strizzarle e infatti sono venuti benissimo.

Il mio orto è totalmente bio viene concimato con il compostaggio che produciamo sempre noi, qui sotto una foto delle zucchine.