tortelloni tricolori della Sabina con crema di carciofi IGP e olio extravergine di oliva della Sabina DOP alla maggiorana


 Eccoci arrivati alla preparazione della seconda ricetta! Martedì 27 ottobre c'è stato il cooking show guidati dallo chef Patrizio Paolucci del ristorante AL COCCIO VILLAGE di Cittaducale (Rieti) con i giornalisti e food blogger  la seconda ricetta "tortelloni tricolori della Sabina con crema di carciofi IGP". Iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio Rieti e Viterbo in collaborazione con l'Azienda speciale Centro Italia nell'ambito del progetto "Turismo e Cultura", promosso dall'Azienda Speciale Centro Italia e dalla Camera di Commercio di Rieti-Viterbo, con il contributo della Regione Lazio per promuovere le eccellenze enogastronomiche del territorio con prodotti a marchio TUSCIA VITERBESE e REA Qualità Reatina. La diretta si è tenuta dal ristorante AL COCCIO VILLAGE di Cittaducale (Rieti). Una ricetta non facilissima da preparare ma come sempre ce l'abbiamo fatta! Questo è un piatto d'autore di alta gastronomia laziale, primo piatto scenografico che celebra le eccellenze D.O.P e I.G.P del territorio laziale e sabino. La vera magia gourmet di questo piatto: la cosiddetta tecnica del "sugo al contrario". 

1. Il sugo è "custodito" all'interno

Il sugo (a base di funghi, olive e un tocco di pomodoro rosolati) viene ristretto e richiuso dentro il guscio di sfoglia tricolore. Questo fa sì che, al primo morso, il tortellone si apra letteralmente in bocca, liberando un'esplosione di sapore caldo e avvolgente.

2. La crema fa da "letto" (e non da condimento pesante)

All'esterno non c'è un sugo coprente o pesante, ma una vellutata e delicatissima crema di Carciofi IGP stesa "a specchio" sul fondo del piatto. Il tortellone vi adagia sopra, mantenendo intatta la bellezza dei suoi tre colori.

3. L'olio d'oliva fa da legante aromatico

L'olio EVO Sabina DOP aromatizzato alla maggiorana non serve ad "annegare" la pasta, ma viene fatto cadere a gocce o a filo per lucidare la sfoglia e regalare quel profumo balsamico a ogni boccone.

È un gioco di consistenze e temperature tipico della cucina d'autore moderna: la delicatezza del carciofo e l'aroma dell'olio accolgono il palato, prima dell'esplosione gustosa del sugo che si trova al centro del tortellone! 

Casino del Bel Respiro a Roma: 7 curiosità sulla gemma segreta di Villa Pamphili

Roma è un museo a cielo aperto dove ogni angolo nasconde una storia, ma ci sono luoghi che riescono a conservare un’aura di fascino misterioso e fuori dal tempo. Uno di questi è il Casino del Bel Respiro (conosciuto anche come Casino dell'Algardi), una delle architetture barocche più eleganti e scenografiche della Capitale, incastonata nel cuore del gigantesco parco di Villa Doria Pamphili.

Utilizzato oggi come sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri (ragione per cui non è sempre aperto al pubblico), questo palazzo secentesca nasconde segreti, dettagli artistici e curiosità storiche davvero affascinanti.

Ecco 7 cose che forse non sapevi su questa meraviglia romana!

1. Il nome "Casino del Bel Respiro": una questione d'aria buona

Perché si chiama "Casino del Bel Respiro"? Nel Seicento, il termine casino indicava un nobile padiglione di campagna destinato allo svago e alle feste. La zona su cui sorge Villa Pamphili era considerata una delle più salubri di Roma, situata sul colle Gianicolo e ben ventilata rispetto al centro storico più umido e soffocante. Il cardinale Camillo Pamphili volle questa residenza di delizia proprio come luogo di riposo e "buon respiro" lontano dalle fatiche della vita di corte.

meringhe alla nocciola della Tuscia

 
C’è qualcosa di magico nella trasformazione di due semplici ingredienti – albumi e zucchero – in nuvole dolci, leggere e croccanti. Le meringhe sono uno dei classici della pasticceria più amati, eppure nascondono insidie che spesso scoraggiano anche chi ha buona manualità in cucina.

I 5 segreti per meringhe infallibili

  • Pulizia assoluta: Ciotola e fruste devono essere perfettamente pulite, sgrassate e asciutte. Anche una sola goccia d'olio o di tuorlo impedirà agli albumi di montare a neve.

  • Uova a temperatura ambiente: Gli albumi freddi da frigorifero montano con più difficoltà e inglobano meno aria.

  • Pazienza con lo zucchero: Aggiungi lo zucchero gradualmente. Se lo versi tutto insieme, appesantirai la struttura.

  • Umidità nemica numero uno: Evita di preparare le meringhe nelle giornate molto piovose o umide: assorbiranno l'umidità dell'aria diventando appiccicose.

  • Asciugare, non cuocere: Le meringhe non devono cuocere come un pan di Spagna, ma disidratarsi lentamente. Se diventano scure o gialline, la temperatura del forno è troppo alta.

Conservazione

Una volta pronte, lascia raffreddare completamente le meringhe all'interno del forno spento. Conservale poi in un contenitore di latta o in un vaso di vetro a chiusura ermetica, riposte in un luogo fresco e asciutto. In questo modo si manterranno croccanti per diverse settimane!

Sono tornati i cooking show! ‍Martedì  20 ottobre v'è stata la prima delle quattro dirette e insieme alla chef e con i giornalisti e food blogger abbiamo preparato la ricetta delle meringhe alla nocciola della Tuscia. Iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio Rieti e Viterbo in collaborazione con l'Azienda speciale Centro Italia nell'ambito del progetto "Turismo e Cultura", promosso dall'Azienda Speciale Centro Italia e dalla Camera di Commercio di Rieti-Viterbo, con il contributo della Regione Lazio per promuovere le eccellenze enogastronomiche del territorio con prodotti a marchio TUSCIA VITERBESE e REA Qualità Reatina. La diretta si è tenuta dal ristorante sul lago di Vico LA BELLA VENERE di Caprarola (Viterbo).