Monastero delle Oblate di Santa Francesca Romana a Roma

Monastero di Tor de’ Specchi: 

6 Curiosità segrete sul convento delle Oblate a Roma 

Nel cuore di Roma, a due passi dal caos di Piazza Venezia e incastonato ai piedi del Campidoglio, si trova un luogo che sembra congelato nel tempo: il Monastero delle Oblate di Santa Francesca Romana, noto come Tor de’ Specchi. Fondato nel XV secolo, questo complesso racchiude storie incredibili, tradizioni secolari e dettagli unici al mondo.

Ecco sei curiosità che forse non sapevi su questo angolo di Roma segreta!

1. Le monache che "non erano monache" (e niente clausura)

Quando la nobile romana Francesca Bussa de' Leoni (poi Santa Francesca Romana) fondò la congregazione nel 1433, scelse una regola rivoluzionaria per l'epoca. Le donne che entravano a far parte delle Oblate non emettevano voti solenni di clausura. Non vivevano isolate dal mondo, ma potevano uscire per assistere i malati, aiutare i poveri e persino tornare temporaneamente nelle proprie case se la famiglia ne aveva bisogno.

tortelloni tricolori della Sabina con crema di carciofi IGP e olio extravergine di oliva della Sabina DOP alla maggiorana


 Eccoci arrivati alla preparazione della seconda ricetta! Martedì 27 ottobre c'è stato il cooking show guidati dallo chef Patrizio Paolucci del ristorante AL COCCIO VILLAGE di Cittaducale (Rieti) con i giornalisti e food blogger  la seconda ricetta "tortelloni tricolori della Sabina con crema di carciofi IGP". Iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio Rieti e Viterbo in collaborazione con l'Azienda speciale Centro Italia nell'ambito del progetto "Turismo e Cultura", promosso dall'Azienda Speciale Centro Italia e dalla Camera di Commercio di Rieti-Viterbo, con il contributo della Regione Lazio per promuovere le eccellenze enogastronomiche del territorio con prodotti a marchio TUSCIA VITERBESE e REA Qualità Reatina. La diretta si è tenuta dal ristorante AL COCCIO VILLAGE di Cittaducale (Rieti). Una ricetta non facilissima da preparare ma come sempre ce l'abbiamo fatta! Questo è un piatto d'autore di alta gastronomia laziale, primo piatto scenografico che celebra le eccellenze D.O.P e I.G.P del territorio laziale e sabino. La vera magia gourmet di questo piatto: la cosiddetta tecnica del "sugo al contrario". 

1. Il sugo è "custodito" all'interno

Il sugo (a base di funghi, olive e un tocco di pomodoro rosolati) viene ristretto e richiuso dentro il guscio di sfoglia tricolore. Questo fa sì che, al primo morso, il tortellone si apra letteralmente in bocca, liberando un'esplosione di sapore caldo e avvolgente.

2. La crema fa da "letto" (e non da condimento pesante)

All'esterno non c'è un sugo coprente o pesante, ma una vellutata e delicatissima crema di Carciofi IGP stesa "a specchio" sul fondo del piatto. Il tortellone vi adagia sopra, mantenendo intatta la bellezza dei suoi tre colori.

3. L'olio d'oliva fa da legante aromatico

L'olio EVO Sabina DOP aromatizzato alla maggiorana non serve ad "annegare" la pasta, ma viene fatto cadere a gocce o a filo per lucidare la sfoglia e regalare quel profumo balsamico a ogni boccone.

È un gioco di consistenze e temperature tipico della cucina d'autore moderna: la delicatezza del carciofo e l'aroma dell'olio accolgono il palato, prima dell'esplosione gustosa del sugo che si trova al centro del tortellone! 

Casino del Bel Respiro a Roma: 7 curiosità sulla gemma segreta di Villa Pamphili

Roma è un museo a cielo aperto dove ogni angolo nasconde una storia, ma ci sono luoghi che riescono a conservare un’aura di fascino misterioso e fuori dal tempo. Uno di questi è il Casino del Bel Respiro (conosciuto anche come Casino dell'Algardi), una delle architetture barocche più eleganti e scenografiche della Capitale, incastonata nel cuore del gigantesco parco di Villa Doria Pamphili.

Utilizzato oggi come sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri (ragione per cui non è sempre aperto al pubblico), questo palazzo secentesca nasconde segreti, dettagli artistici e curiosità storiche davvero affascinanti.

Ecco 7 cose che forse non sapevi su questa meraviglia romana!

1. Il nome "Casino del Bel Respiro": una questione d'aria buona

Perché si chiama "Casino del Bel Respiro"? Nel Seicento, il termine casino indicava un nobile padiglione di campagna destinato allo svago e alle feste. La zona su cui sorge Villa Pamphili era considerata una delle più salubri di Roma, situata sul colle Gianicolo e ben ventilata rispetto al centro storico più umido e soffocante. Il cardinale Camillo Pamphili volle questa residenza di delizia proprio come luogo di riposo e "buon respiro" lontano dalle fatiche della vita di corte.