Parigi: 5 curiosità che ti lasceranno a bocca aperta

 

Parigi come non l'hai mai letta: 5 curiosità che ti lasceranno a bocca aperta 

Parigi è la città più fotografata, filmata e sognata del mondo. Pensiamo di sapere tutto: la Tour Eiffel è alta, i croissant sono burrosi e i camerieri... beh, sono parigini.

Ma grattando sotto la superficie della Ville Lumière, si scoprono storie assurde che nemmeno i locali conoscono bene. Ecco 5 segreti sulla capitale francese che cambieranno il tuo modo di guardarla.


torta di patate con radicchio di Castelfranco

Il Radicchio di Castelfranco: storia e segreti della "rosa che si mangia"

Se l’inverno avesse un fiore all’occhiello, sarebbe sicuramente lui. Dimenticate l’idea del solito cespo d’insalata un po’ amarognolo e sbiadito: il Radicchio di Castelfranco IGP è la supermodel dell'orto.

Bello da togliere il fiato e con un sapore che mette d’accordo anche chi, di solito, con il radicchio ha un rapporto complicato. Ecco perché dovresti portarlo in tavola (e perché è molto più di un semplice contorno).

Un identikit da nobildonna

Non chiamatelo solo "radicchio". Nato nel Settecento dall'incrocio tra il radicchio rosso di Treviso e la scarola, questo ortaggio è un capolavoro di estetica agraria.

  • L’aspetto: Foglie color crema, screziate da venature che vanno dal viola chiaro al rosso carminio. Sembra letteralmente una rosa sbocciata.

  • Il gusto: È il più dolce della famiglia dei radicchi. Ha quella nota amarognola tipica, certo, ma è delicata, quasi timida, bilanciata da una croccantezza incredibile.

Il Marchio IGP: una garanzia, non un fronzolo

Quando acquistate il Castelfranco, cercate sempre il sigillo IGP (Indicazione Geografica Protetta). Non è per fare i raffinati, ma perché questo radicchio segue un disciplinare rigido: può crescere solo in alcuni comuni tra Treviso, Padova e Venezia.

Il vero segreto? L’imbianchimento. Le piante vengono messe al buio e immerse in acqua di risorgiva. È questo processo che le rende così tenere, chiare e croccanti. Insomma, riceve un trattamento da spa prima di arrivare nel tuo piatto.


Come valorizzarlo in cucina? Il Radicchio di Castelfranco è versatile, ma ha le sue preferenze. Ecco come trattarlo con il rispetto che merita:

  1. A crudo (Il Re delle insalate): È il modo migliore per godersi la sua bellezza. Tagliatelo grossolanamente e abbinatelo a ingredienti dolci o grassi: noci, petali di parmigiano, o magari qualche chicco di melagrana per un contrasto cromatico da urlo.

  2. Risotti gourmet: Se volete un risotto elegante, usate il Castelfranco verso la fine della cottura. Manterrà la sua consistenza senza diventare troppo scuro.

  3. L'abbinamento audace: provatelo con un filo di miele d'acacia e del formaggio erborinato. Un'esplosione di sapori che vi farà dimenticare la pioggia fuori dalla finestra.

Il consiglio dello chef: Per mantenere le foglie turgide e croccanti, immergetele in acqua freddissima per dieci minuti prima di servirle. Funziona meglio di un lifting!

Il Radicchio di Castelfranco non è solo un ingrediente, è un’esperienza sensoriale che porta un po' di luce nei mesi più freddi. È elegante, sano (pieno di minerali e vitamine) e terribilmente fotogenico.

Marsaxlokk (Malta) dieci curiosità

Marsaxlokk molto più di una semplice cartolina per turisti. Marsaxlokk è l'anima marinara di Malta. È un villaggio di pescatori situato nella zona sud-est dell'isola che, nonostante il turismo, è riuscito a conservare un’atmosfera incredibilmente autentica e pittoresca.

⚓ 1. Quegli occhi ti fissano...

Hai notato gli occhi dipinti sulla prua dei Luzzu (le tipiche barche colorate)? Sono gli Occhi di Osiride (o di Horus). È una tradizione che risale ai tempi dei Fenici: servono a proteggere i pescatori dal malocchio e dalle insidie del mare. Insomma, la barca "vede" dove sta andando anche quando il marinaio è stanco.

🌬️ 2. Un nome, una direzione

Il nome non è un ammasso casuale di consonanti! Marsa significa "porto" e Xlokk è il nome maltese dello Scirocco (il vento del sud-est). Quindi, letteralmente, sei nel "Porto a Sud-Est". Semplice, no?

🎨 3. Un codice colori rigoroso

Non pensare che i pescatori scelgano i colori a caso perché sono "artistici". Tradizionalmente, i colori dei Luzzu indicavano la provenienza del pescatore o il tipo di licenza, anche se oggi è diventata più che altro una questione di estetica e manutenzione costante (il sole di Malta non perdona!).