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schiacciata alla cima di rapa maceratese


Ultimissima ricetta con le verdure dell'orto invernale, anche quest'anno ho cucinato tanto, io sono in viaggio a Barcellona, mangerò tanto cibo tipico!!

Se pensi che le cime di rapa siano un’esclusiva pugliese, i contadini delle colline marchigiane avrebbero molto da ridire. Nelle campagne intorno a Macerata, la cima di rapa non è solo una verdura: è un rito d'inverno, un sapore che sa di terra, di brina e di tradizioni che resistono al tempo.

In questo 2026, dove cerchiamo sempre più il prodotto "a chilometro zero vero", la cima di rapa maceratese si conferma la regina indiscussa della cucina povera (ma ricchissima di gusto).

noodles coreani di patate con cavolo di Pechino

Ultimissime ricette con l'orto invernale, anche perchè l'orto invernale è stato tolto, è stato concimato per far posto a quello estivo, queste sono le ultime ricette preparare nelle ultime settimane con le verdure dell'orto, protagonista il cavolo di Pechino che ho avuto nel mio orto, una verdura delicata che non ha nessun odoro forte. Questi noodle di patate coreani  con salsa speziata e verdure ho visto la ricetta su Instagram da Dany Resconi e me ne sono innamorata!  In Corea è un  piatto economico, solitamente accompagnati da verdure, cipollotto, uova o salsa di soia.

gnocchi ripieni di scarola su scarola liquida


Oggi una ricetta a tutta scarola! La scarola è sia nel ripieno, insieme ad altri ingredienti, che come salsa nel piatto, lo chef Antonio Cannavacciulo prepara l'insalata liquida, proprio da lui ho preso ispirazione. Piatto preparato con la scarola ascolana del mio orto invernale, questa ricetta è di qualche settimana fa, nelle prossime settimane pubblicherò le ultime ricette preparate con verdure dell'orto invernale, ora dismesso, per far posto alla preparazione dell'orto estivo. La scarola ascolana un tesoro meno noto della cucina marchigiana, ma assolutamente imperdibile per chi ama i sapori autentici e la "cucina di magro" che sa di festa. La scarola ascolana (in particolare la varietà "Quintana") è un'indivia scarola invernale molto pregiata, caratterizzata da cespi voluminosi, foglie biondo-chiare, ampie e croccanti con un cuore molto bianco e pieno. Eccellente per l'orto autunnale per l'elevata resistenza al freddo, è ottima sia cruda che cotta, ideale per torte salate.

Caratteristiche e coltivazione:
  • Varietà: Spesso si trova la varietà "Quintana", nota per la sua rapida crescita e la resistenza alle basse temperature.
  • Raccolta: Pronta in circa 80 giorni dal trapianto.
  • Imbianchimento: Si consiglia di legare il cespo o coprirlo qualche giorno prima della raccolta per ottenere un cuore più tenero, croccante e bianchissimo.
  • Terreno: Preferisce suoli leggeri, ricchi di sostanza organica e ben drenati, specialmente in autunno.
  • Clima: Teme il ristagno idrico, ideale l'uso di aiuole rialzate in terreni argillosi.
Utilizzo in cucina:
  • Cruda: Perfetta in insalate miste, apprezzata per il sapore fresco e la consistenza croccante.
  • Cotta: Molto versatile, ottima per torte salate, ripieni, ripassata in padella o in sformati.
La scarola ascolana è disponibile principalmente in piantine pronte al trapianto (spesso in cubetto, come offerto da Orto Mio o Finco Agricoltura) e si distingue per l'elevata vigoria.

biang biang noodles con cavolo di Pechino

Ho visto questa ricetta sul profilo Instagram di TirMagno, un ragazzo molto bravo che prepara ricetta di tutti i tipi. l'ho voluta provare, grazie anche al fatto che nel mio orto quest'anno c'è il cavolo di Pechino che ho aggiunto a questa ricetta. Ricetta che si prepara facilmente a casa voi se non avete il cavolo di Pechino potete aggiungere un altra verdura a vostro piacimento. Qui sotto la pianta del cavolo di Pechino del mio orto.

lingue di pizza con asiago e cima di rapa maceratese

 

Se pensate che le cime di rapa siano un’esclusiva pugliese, preparatevi a cambiare idea. Oggi facciamo un viaggio tra le colline del maceratese per scoprire un ecotipo che è un vero e proprio monumento alla biodiversità marchigiana: la Cima di Rapa Maceratese.

Non è solo un contorno, è una dichiarazione d’amore per i sapori decisi e per quell’agricoltura "di una volta" che non ha bisogno di troppi fronzoli per brillare. 


🧐 Identikit di un’eccellenza locale

La cima di rapa maceratese (Brassica rapa) è un prodotto iscritto nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della regione Marche. Ma cosa la rende diversa dalle sue "cugine" del Sud?

  • Il Portamento: Ha un fusto più corto e compatto.

  • Le Foglie: Sono ampie, tenere e di un verde intenso, con un’infiorescenza (il "friariello" o broccoletto) che si sviluppa armoniosamente.

  • Il Ciclo: È una pianta che ama il freddo. La sua stagione va da novembre a marzo, proprio quando la terra maceratese regala i sapori più concentrati.

  • Il Gusto: Qui sta il segreto. Rispetto a quella pugliese, la maceratese tende ad avere un equilibrio perfetto tra il dolce della foglia e quell'amarognolo tipico, ma mai invadente.

Perché sceglierla?

Scegliere la cima di rapa maceratese significa sostenere gli agricoltori locali che custodiscono sementi antiche. È un ortaggio povero di calorie ma ricchissimo di ferro, calcio e vitamine. È la prova che mangiar bene e mangiar sano possono (e devono) coincidere.

Se la trovate al mercato coperto di Macerata o in qualche bottega di paese, non fatevela scappare: è un pezzetto di storia rurale che sta bene nel piatto.

polpettone di cime di rapa e pollo

 La cima di rapa Maceratese è una varietà pregiata, nota per il sapore più delicato e aromatico rispetto ad altre tipologie, con foglie lunghe, verdi e molto dentellate. È una varietà a ciclo medio-tardivo (70-110 giorni), ideale per la raccolta autunno-invernale, con ottima capacità di ricaccio dopo il taglio. Quest'anno l'ho coltivata nell'orto del mio giardino, sotto trovate la foto.  Se pensate che le cime di rapa siano un’esclusiva delle orecchiette pugliesi, preparatevi a cambiare idea. Nel cuore delle Marche, e in particolare nel maceratese, la cima di rapa è una questione seria. Non è solo un contorno: è un rito invernale, un profumo che invade le cucine quando fuori la nebbia sale dalle valli e un ingrediente capace di nobilitare anche il pasto più semplice.

Nelle campagne intorno a Macerata, la cima di rapa (spesso chiamata semplicemente "la cima") trova un terreno ideale. La variante locale si distingue per un equilibrio perfetto tra quella punta di amaro tipica della pianta e una dolcezza di fondo che emerge dopo la prima gelata. Sì, perché i vecchi saggi delle nostre colline lo dicono sempre: "La cima è bbona dopo che ci ha fatto la brinata".

Dimenticate le cotture a vapore tristi e sbiadite. La cima di rapa maceratese esige carattere. Ecco come si prepara nella versione più autentica:

  1. La Pulizia: Si scelgono le foglie più tenere e le infiorescenze (i "fiori"), eliminando le parti coriacee.

  2. La Sbollentata: Un tuffo rapido in acqua bollente salata. Ma attenzione: deve restare tenace, non deve sfaldarsi.

  3. Il Salto in Padella: Qui avviene la magia. Olio extravergine d'oliva delle nostre colline, uno spicchio d'aglio "vestito" e l'immancabile peperoncino. C'è chi aggiunge una puntina di sarda salata per dare sapidità, ma la vera versione maceratese punta tutto sulla qualità del vegetale.

A Macerata, la cima di rapa non viaggia quasi mai da sola. È la compagna di squadra ideale per:

  • La Crescia Fogliata: In alcune zone del maceratese, la cima entra di diritto nel ripieno delle torte salate tradizionali.

  • Salsiccia e Ciauscolo: Il connubio con il maiale è sacro. Una fetta di pane sciapo (tipico marchigiano), una salsiccia grigliata e una generosa forchettata di cime ripassate: ecco la felicità.

  • Polenta: Versata sulla spianatoia di legno, la polenta con il sugo di cime e costine è il comfort food definitivo per le domeniche di gennaio.

Il tocco dello chef (o della nonna): Non buttate l'acqua di cottura! Usatela per cuocerci un pugno di "foglietti" o di pasta corta. Il sapore minerale che rilascia è un toccasana naturale.

torta di patate con radicchio di Castelfranco

Il Radicchio di Castelfranco: storia e segreti della "rosa che si mangia"

Se l’inverno avesse un fiore all’occhiello, sarebbe sicuramente lui. Dimenticate l’idea del solito cespo d’insalata un po’ amarognolo e sbiadito: il Radicchio di Castelfranco IGP è la supermodel dell'orto.

Bello da togliere il fiato e con un sapore che mette d’accordo anche chi, di solito, con il radicchio ha un rapporto complicato. Ecco perché dovresti portarlo in tavola (e perché è molto più di un semplice contorno).

Un identikit da nobildonna

Non chiamatelo solo "radicchio". Nato nel Settecento dall'incrocio tra il radicchio rosso di Treviso e la scarola, questo ortaggio è un capolavoro di estetica agraria.

  • L’aspetto: Foglie color crema, screziate da venature che vanno dal viola chiaro al rosso carminio. Sembra letteralmente una rosa sbocciata.

  • Il gusto: È il più dolce della famiglia dei radicchi. Ha quella nota amarognola tipica, certo, ma è delicata, quasi timida, bilanciata da una croccantezza incredibile.

Il Marchio IGP: una garanzia, non un fronzolo

Quando acquistate il Castelfranco, cercate sempre il sigillo IGP (Indicazione Geografica Protetta). Non è per fare i raffinati, ma perché questo radicchio segue un disciplinare rigido: può crescere solo in alcuni comuni tra Treviso, Padova e Venezia.

Il vero segreto? L’imbianchimento. Le piante vengono messe al buio e immerse in acqua di risorgiva. È questo processo che le rende così tenere, chiare e croccanti. Insomma, riceve un trattamento da spa prima di arrivare nel tuo piatto.


Come valorizzarlo in cucina? Il Radicchio di Castelfranco è versatile, ma ha le sue preferenze. Ecco come trattarlo con il rispetto che merita:

  1. A crudo (Il Re delle insalate): È il modo migliore per godersi la sua bellezza. Tagliatelo grossolanamente e abbinatelo a ingredienti dolci o grassi: noci, petali di parmigiano, o magari qualche chicco di melagrana per un contrasto cromatico da urlo.

  2. Risotti gourmet: Se volete un risotto elegante, usate il Castelfranco verso la fine della cottura. Manterrà la sua consistenza senza diventare troppo scuro.

  3. L'abbinamento audace: provatelo con un filo di miele d'acacia e del formaggio erborinato. Un'esplosione di sapori che vi farà dimenticare la pioggia fuori dalla finestra.

Il consiglio dello chef: Per mantenere le foglie turgide e croccanti, immergetele in acqua freddissima per dieci minuti prima di servirle. Funziona meglio di un lifting!

Il Radicchio di Castelfranco non è solo un ingrediente, è un’esperienza sensoriale che porta un po' di luce nei mesi più freddi. È elegante, sano (pieno di minerali e vitamine) e terribilmente fotogenico.

crespelle di broccolo romanesco ripiene di salsiccia


Una ricetta con il broccolo romanesco del mio orto. Molti lo chiamano "cavolfiore verde", ma il Romanesco ha una personalità tutta sua:

  • Sapore delicato: È più dolce e meno "pungente" del cavolfiore bianco e meno erbaceo del broccolo siciliano.

  • Consistenza: Resta croccante anche dopo la cottura, a patto di non dimenticarlo sul fuoco.

  • Nutrizione: È una bomba di Vitamina C e potassio. Praticamente un integratore naturale, ma con un aspetto molto più "cool".

Trattarlo con rispetto. 1. Cottura a vapore: 5-7 minuti per mantenere intatta la sua struttura geometrica e il colore brillante. 2. In padella: Ripassato con aglio, olio e un pizzico di peperoncino (la morte sua, come dicono a Roma). 3. La pasta alla romana: Provalo con le orecchiette o la pasta corta, aggiungendo delle acciughe sciolte nell'olio e una spolverata di pecorino.

Mangiare un Broccolo Romanesco non è solo un piacere per gli occhi (e per la mente, data la sua geometria), ma è un vero e proprio "tagliando" per il nostro organismo. Appartiene alla famiglia delle Brassicaceae (o Crucifere), note per essere tra gli ortaggi più salutari in assoluto.

Ecco nel dettaglio perché dovresti inserirlo spesso nella tua dieta:

1. Un potente antiossidante

Il Romanesco è ricchissimo di vitamina C (spesso ne contiene più del cavolfiore comune) e di composti fenolici. Questi elementi combattono i radicali liberi, rallentando l'invecchiamento cellulare e proteggendo i tessuti dallo stress ossidativo.

2. Cuore e pressione sotto controllo

Grazie all'alto contenuto di potassio, questo ortaggio aiuta a regolare la pressione arteriosa. Inoltre, la presenza di fibre contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo "cattivo" (LDL) nel sangue, proteggendo la salute di arterie e cuore.

3. Alleato della digestione

Essendo composto per circa il 90% da acqua e ricco di fibre alimentari, il Broccolo Romanesco:

  • Favorisce il transito intestinale.

  • Aumenta il senso di sazietà (ottimo per chi vuole perdere peso).

  • Nutre il microbiota intestinale, migliorando la salute generale dell'apparato digerente.

4. Proprietà protettive (Isotiocianati)

Come i suoi "cugini" broccoli e cavoli, contiene isotiocianati (tra cui il sulforafano). Studi scientifici suggeriscono che queste sostanze abbiano un ruolo importante nella prevenzione di alcune forme tumorali e nel sostenere i processi di disintossicazione del fegato.

pizza rossa in teglia con cima di rapa maceratese

Oggi una ricetta con una verdura del mio orto: cima di rapa maceratese. La cima di rapa maceratese è una varietà di broccoletto molto apprezzata per il suo sapore più delicato, di cui si consumano le foglie tenere e i cuori, non tanto le infiorescenze, e si presta a sughi, stufati e contorni saltati, coltivata per raccolti autunno-invernali, preferisce terreni fertili e clima mite. Ha sapore più delicato rispetto ad altre cime di rapa, è meno amarognolo. Le parti commestibili: Le foglie lunghe, verdi e dentellate, e le cime tenere (il cuore), non i grandi broccoletti. Preparazione: ottima per sughi (come le orecchiette), stufati, soffritti e contorni saltati in padella con aglio, olio e peperoncino, spesso senza bollitura preliminare.  Qui sotto la foto della cima di rapa maceratese.

casarecce con peperoni friggitelli e pomodori ciliegino

Quest'anno abbiamo piantato una pianta di peperoni friggitelli, buoni e digeribili, più digeribili dei peperoni classici, tornata dal mio viaggio a fine agosto ce n'erano tanti e così sfogliando una delle mie riviste di ricette preferite Sale & Pepe ho avuto l'idea per preparare questa semplice e sfiziosa ricetta con la pasta e con i pomodori ciliegino del mio orto, qui sotto le foto sia della pianta di friggitelli che dei pomodori ciliegino del mio orto. Ricordo che noi facciamo l'orto in giardino sia in estate che in inverno e che proprio dalle verdure e ortaggi che ci da l'orto io preparo le ricette che poi pubblico qui in questo blog che tra poco compie  anni!! Adatto le ricette alle verdure del mio orto, abbiamo già concimato l'orto invernale e domani piantiamo le verdure invernali, corro a cercare tante buone ricette da adattare!!

panna cotta di zucchine

Oggi una panna cotta ma salata, preparata con le piccole zucchine che mi danno le piante di fiori di zucca del mio orto. La ricetta proviene dalla rivista Sale & Pepe che seguo da tantissimi anni, io l'ho un pò semplificata per adattarla alle mie esigenze. L'ho servita come antipasto, qui sotto la foto delle zucchine del mio orto, sono zucchine piccole in quanto le piante non sono di zucchine ma di fiori di zucca che fanno anche alcune zucchine piccole appunto. Ho omesso il finocchietto selvatico che non sono riuscita a trovarlo e lo zafferano che, secondo me, avrebbe coperto il gusto già delicato delle zucchine. 

pizza di pastella con fiori di zucca

 

Con questo caldo non volevo friggere i fiori di zucca, ho fatto una ricerca in rete e ho trovato questa ricetta che viene chiamata "pizza ai fiori di zucca" anche se non è una pizza ma bensì una pastella dove vengono immersi i fiori di zucca, poi farciti con mozzarella e alici, cotti in padella oppure in forno. Gabry dice anche che è una ricetta laziale ma io non la conoscevo, comunque ha fatto un ottima riuscita, ricetta semplice e gustosa che ho preparato con i fiori di zucca del mio orto, questa volta non ho farcito i fiori di zucca e l'ho cotta in forno. Poi ho trovato una ricetta molto simile ma con l'aggiunta di uovo e latte su LAZIO GOURMAND sito di due mie care amiche che seguo sempre da molti anni, io ho preferito la ricetta di Gabry.

gnocchi di zucchine con fiori di zucca

 

Finalmente l'orto estivo mi da tante buone verdure come le piante di fiori di zucca che fanno anche mini zucchine che oggi ho utilizzato per preparare questa ricette, gli gnocchi di zucchine con fiori di zucca del mio orto, semplici, veloci da preparare e molto gustosi! Voi potete condirli a vostro piacimento io ho preferito utilizzare tutto il fiore di zucca e la zucchina stessa del mio orto. Visto che a casa le zucchine le mangio solo io ho preparato questa ricetta per me, un primo piatto estivo, una vera coccola per il palato!

polpette di patate e cavolo nero

Fritto è buono tutto! Così si dice ed è proprio vero, qualsiasi cosa si frigge viene buonissima come queste polpette di patate e cavolo nero che io ho nel mio orto, ancora per 1 mese circa, fino a metà aprile più o meno quando l'orto invernale lascerà il posto all'orto estive, tutte le rimanenti verdure invernali, anche il cavolo nero, verranno pulite, lessate e surgelate per essere mangiate a maggio e giugno, ovvero in quei mesi che l'orto estivo non è ancora cresciuto e noi abbiamo bisogno di mangiare le nostre belle verdure bio, sapientemente conservate. Qui sotto trovate la foto delle piante di cavolo nero del mio orto.

pizza all'acqua di cavolo nero

Seguo con piacere alcuni bravi panificatori e pizzaioli su Instagram, dai quali prendo spunti per replicare le loro ricette o adattarle secondo le mie esigenze, tra questi c'è Simone Chiappini che nel suo profilo pubblica video di preparazione di pizze di tutti i tipi e per tutti i gusti, ho visto il suo video sulla pizza all'acqua di cavolo nero e l'ho voluta rifare a casa, il cavolo nero ce l'ho nel mio orto. E' venuta molto buona, poteva essere cotta un pò meglio, riproverò sicuramente a farla, lui l'ha condita oltre che con la stracciatella anche con salame piccante, io con salame spianata romana solo per evitare il piccante. Qui sotto la foto del cavolo nero del mio orto.

torta salata con bietole colorate

Ecco un altra ricettina sfiziosa alla quale ho aggiunto le bietole colorate del mio orto in giardino, in questo caso le ho piantate in un vaso rettangolare perchè l'orto è già pieno di ottime verdure. La ricetta l'ho scopiazzata dalla rivista di cucina Cucina Naturale che adoro proprio perchè propone ricette con verdure ed avendo io l'orto prendo tanti spunti da lì. Ho dimenticato di mettere i semi di sesamo ma la pasta brisè l'ho preparata io. Qui sotto metto la foto delle bietole del mio orto, in questo caso piantate nel vaso rettangolare.

ravioli ripieni di cime di rapa

 

Ricetta preparata l'anno scorso semplicemente perchè quest'anno nel mio orto invernale non ho le cime di rapa ma ho altre verdure: cavolo broccolo calabrese, Fiolaro di Creazzo, scarola, cicoria pan di zucchero, cavolo nero, radicchio rosso di Treviso, xcivoria zuccherina di Trieste, lattuga barba dei frati, insalatina da taglio e bietina colorata. Questa ricetta è comunque sempre ben adattabile adattabile ad essere farcita con altri tipi di verdure a vostra scelta, si può prendere come base per altre farciture a vostro piacimento!  

l'orto “agroecologico”

 IN TEMPO DI PANDEMIA CONTADINI DIGITALI STUDIANO L'ORTO “AGROECOLOGICO” VIA ZOOM

Al via un percorso formativo condotto dall'agroecologa Corinna Raganato in modalità on line, inizio il 3 febbraio 2022.Coltivare la terra producendo cibo sano e salvaguardando l’ambiente: l’Agroecologia inizia dall’orto familiare”

salmone alle erbe profumato al pecorino con tartufo in crosta

Mentre fervono i preparativi per il mio prossimo viaggio in Nepal, partenza 30 giugno (manca poco IUUUUUUUUUUUUU) ieri mattina volevo utilizzare al meglio la farina di grano monococco che mi era stata donata dall'Azienda Agricola Bertacco di Paliano, e così sono andata nel laboratorio di Pina Fioretto (la ricercatrice di semi antichi). Vi avevo già parlato di Pina Fioretto la quale mi ha chiesto di fare gli auguri ad una sua amica, Valentina, e quindi AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII, tra l'altro, per l'occasione Pina ha anche preparato degli ottimi muffins con anacardi, eccoli, ma la ricetta è sua e mi ha chiesto di non pubblicarla