...collaborazione con IVV= INDUSTRIA VETRARIA VALDARNESE...


Un impegno etico

IVV Industria Vetraria Valdarnese è stata fondata da un gruppo di maestri vetrai nel 1952. Nel corso degli anni IVV si è affermata tra i protagonisti europei nella produzione del vetro soffiato e fatto a mano coniugando ricerca sulla materia, design, tecniche di tradizione artigiana e controllo dei processi per dar vita a oggetti che hanno reinterpretato lo spazio e la tavola. Fin dalla sua nascita, IVV dedica particolare attenzione alla propria responsabilità sociale ed etica, impegnandosi al massimo rispetto dell'ambiente e della sicurezza delle persone.

La passione del vetro

Gli oggetti IVV sono fatti a mano.
È il maestro vetraio che plasmando l'oggetto gli conferisce carattere. La manualità infonde allo forma una leggerezza e una energia che solo la passione artigiana può lasciare. La differenza genera attrazione, piccoli dettagli creano il particolare, un segno distintivo capace di raccontare la propria unicità.

Un vetro cristallino

L'eccezionalità contraddistingue ogni manufatto IVV, frutto di una attenta selezione di materie prime che danno vita al miglior vetro che sia possibile realizzare per trasparenza e brillantezza.

pasta con le cozze e il panettone, quando Nord e Sud s'incontrano e vanno d'accordo

Non avrei mai immaginato di mangiare il Panettone in agosto, e ancor di più che avrei preparato una ricetta…salata! Eccola qua, nella sua pur semplicità, la mia prima ricetta salata con il panettone LOISON, quando dolce e salato si incontrano e…vanno d’accordo…

IPAK YOLI

= la via della seta, è una via realmente esistente che si trova a Shakhrisabz  (la città verde), una piccola cittadina a sud di Samarcanda, oltre le colline nella  provincia di Khasgkadarya, ed è la città natale di Timur (Timur lo zoppo) cioè  Tamerlano, proveniente dalla tribù turco-mongola e figlio del capo dell'ulus  (tribù), chiamato Taraghay Nuyan Khan, della discendenza di Kadjuli Khan, della  stirpe di Khaidu Khan, progenitore Mongolo comune a Gengis Khan.
Tamerlano sfruttò le rivalità tra le vicine tribù e le debolezze dei vari khan e  grazie ad un'accorta politica guerriera conquistò tutta la Transoxiana nel 1369 ed  anche l'attuale Uzbekistan, fu tristemente famoso perchè ammassava in alti cumuli  le teste decapitate dei nemici. Ma il regno di Tamerlano fu anche all'insegna della  razzia, infatti non solo depredava la ricchezza dei paesi che conquistava ma  catturava gli artigiani per portarli a Samarcanda, grazie a questo divenne una  vetrina di tesori, anche oggi Samarcanda deve gran parte della propria bellezza  proprio al regno di Tamerlano.
Anche l'Uzbekistan fa parte della "via della seta", quell'importante canale di comunicazione tra Oriente e Occidente. La via della seta diede vita ad  un'attività commerciale importante, attraverso questi itinerari i contatti tra i  popoli moltiplicarono favorendo scambio di pensieri, tecnologie, religioni, per  cominciare così la prima "autostrada dell'informazione della storia" come la  definisce la nostra guida "Asia centrale - Lonely Planet".
L'Asia o si ama o si odia, e io sono sicuramente malata di "mal d'Asia"...ho sognato di andare in India per anni, mi sono  documentata e più mi documentavo più ero attratta come una calamita da questo  continente...per questo motivo anche quest'anno la nostra meta è stata l'Asia, devo dire che anche l'Uzbekistan non ci ha deluso, il calore della gente comune (ci chiedevano di fotografarci insieme a loro, di scherzare con loro - al  bazar di Urgut - il più grande dell’Asia centrale - stavano cuocendo spiedini, un signore mi invita con un gesto per far finta che li stavo cucinando io mentre il mio compagno mi fotografava, avevano già  capito che ho un blog di cucina, ma che c'e' l'ho scritto in fronte?!?!?!), le bellezze del paese, le città più piccole praticamente intatte, divertirsi a contrattare al bazar, una cosa che amo!
Il bazar...convivenza tra antico e moderno, odori di spezie e frutta, sguardi timidi e curiosi ti avvolgono e ti scordi che sei dentro lo stesso bazar da ore semplicemente per assaporare un’atmosfera che da noi è andata perduta.

Organizziamo i nostri viaggi da soli, e come al solito da 3 anni a questa parte, acquistiamo il biglietto aereo su internet e poi contattiamo agenzie locali del paese che vogliamo visitare e con un giro di email stabiliamo le città da visitare e il  prezzo, girando così in macchina con il driver del posto dove si visita si ha la  possibilità di fare una vacanza comoda e sicura, comoda perchè si viaggia in  macchina (anche se a volte si viaggia per tante ore) sicura perchè se c'è qualsiasi inconveniente il driver, essendo cittadino del paese che visitiamo, sa  risolvere tutto in breve tempo, senza contare poi che anche i controlli sono  limitati (avevo letto che la polizia può essere corrotta e che quindi può chiedere "mance extra" ai turisti, a noi non è successo anche perchè per gli  spostamenti eravamo appunto con macchina con targa tagika).
Quando ho detto ai miei amici che partivo per l'Uzbekistan mi hanno detto "ma dov'è?!?!? Ma li trovi tu tutti i paesi strani!" ahahahahahahah
L'italiano è una delle lingue preferite dai giovani della città. Questo perchè a Samarcanda ha sede l’Istituto Statale  per le Lingue Straniere, poi ho letto che c’è Piera, trasferitasi in Uzbekistan per  insegnare ai locali la nostra lingua con grande passione. A Samarcanda, quindi, è  facile trovare una guida che parli italiano.
Registratjia, il turista che visita il paese deve registrarsi ad ogni pernottamento presso il locale OVIR (ufficio visti e registrazioni), ma soggiornando in albergo  la registrazione è automatica ed alla reception rilasciano una ricevuta, la registratjia appunto, che lo attesta. L’unica raccomandazione è quella di custodire  gelosamente tutte le registratjia, in modo da evitare multe pesanti o problemi  maggiori se, ad un controllo o all’uscita dal paese, ne fossi stato trovato sprovvisto o con qualcuna mancante.
Ma a noi non le hanno neanche guardate, avevo un chilo di scontrini di tutti i  tipi!! Volevo ben vedere se avevano il coraggio di controllarli tutti!!
Da sapere c'e' che l’Uzbekistan come tutti gli stati dell’Asia centrale è uno stato  di polizia. Gli uzbeki non sono liberi e questo avrà un impatto sul vostro viaggio  perchè anche i turisti sono controllati allo stesso modo: per prendere la metro a  Tashkent ci hanno controllato i passaporti, le borse e la registrazione  dell'hotel...
All'aeroporto vari controlli in entrata (circa 2 ore) e bisogna riempire un modulo dove si deve  dichiarare quante valigie hai, se fai import-export, per quale motivo entri nel  paese, da dove provieni, i tuoi dati personali, ma soprattutto con quali e quanti  soldi entri, all'uscita devi riempire lo stesso modulo e specificare come hai usato  i soldi se te lo  chiedono quindi? Scontrini e ricevute a go go!!!
Ed anche mentre passeggiavamo dentro l'aeroporto ci hanno controllato i passaporti e chiesto se andava tutto bene, mentre stavamo per ripartire dall'aeroporto ben 5 controlli  (neanche ad Israele!!) ci hanno fatto togliere anche le scarpe, peggio per  loro...(non i vestiti per fortuna!), quindi se tutto questo vi può far saltare i  nervi, questo viaggio non fa per voi!
A me hanno chiesto se facevo uscire dallo stato degli oggetti di antiquariato...bà…
A parte questo, abbiamo visitato affascinanti minareti, mausolei, medressa (sono scuole islamiche, edifici a 2 piani che si sviluppano intorno ad un cortile  centrale circondato da colonne sui quattro lati, file di piccole porte sulle facciate interne conducono ai minuscoli appartamenti per studenti e insegnanti o  alle celle adibite alla preghiera dove venivano alloggiati gli asceti dervisci  itineranti, quasi tutte le medressa sono caratterizzate da grandiosi portali, ai  lati dell'ingresso di solito si trovano una sala per le conferenze a sinistra e una  moschea sulla destra - fonte la guida Asia Centrale Lonely Planet) e antiche  moschee (ormai non più in uso).

Diamo i numeri: