Se pensate che le cime di rapa siano un’esclusiva pugliese, preparatevi a cambiare idea. Oggi facciamo un viaggio tra le colline del maceratese per scoprire un ecotipo che è un vero e proprio monumento alla biodiversità marchigiana: la Cima di Rapa Maceratese.
Non è solo un contorno, è una dichiarazione d’amore per i sapori decisi e per quell’agricoltura "di una volta" che non ha bisogno di troppi fronzoli per brillare.
🧐 Identikit di un’eccellenza locale
La cima di rapa maceratese (Brassica rapa) è un prodotto iscritto nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della regione Marche. Ma cosa la rende diversa dalle sue "cugine" del Sud?
Il Portamento: Ha un fusto più corto e compatto.
Le Foglie: Sono ampie, tenere e di un verde intenso, con un’infiorescenza (il "friariello" o broccoletto) che si sviluppa armoniosamente.
Il Ciclo: È una pianta che ama il freddo. La sua stagione va da novembre a marzo, proprio quando la terra maceratese regala i sapori più concentrati.
Il Gusto: Qui sta il segreto. Rispetto a quella pugliese, la maceratese tende ad avere un equilibrio perfetto tra il dolce della foglia e quell'amarognolo tipico, ma mai invadente.
Perché sceglierla?
Scegliere la cima di rapa maceratese significa sostenere gli agricoltori locali che custodiscono sementi antiche. È un ortaggio povero di calorie ma ricchissimo di ferro, calcio e vitamine. È la prova che mangiar bene e mangiar sano possono (e devono) coincidere.
Se la trovate al mercato coperto di Macerata o in qualche bottega di paese, non fatevela scappare: è un pezzetto di storia rurale che sta bene nel piatto.


