torta di patate con radicchio di Castelfranco

Il Radicchio di Castelfranco: storia e segreti della "rosa che si mangia"

Se l’inverno avesse un fiore all’occhiello, sarebbe sicuramente lui. Dimenticate l’idea del solito cespo d’insalata un po’ amarognolo e sbiadito: il Radicchio di Castelfranco IGP è la supermodel dell'orto.

Bello da togliere il fiato e con un sapore che mette d’accordo anche chi, di solito, con il radicchio ha un rapporto complicato. Ecco perché dovresti portarlo in tavola (e perché è molto più di un semplice contorno).

Un identikit da nobildonna

Non chiamatelo solo "radicchio". Nato nel Settecento dall'incrocio tra il radicchio rosso di Treviso e la scarola, questo ortaggio è un capolavoro di estetica agraria.

  • L’aspetto: Foglie color crema, screziate da venature che vanno dal viola chiaro al rosso carminio. Sembra letteralmente una rosa sbocciata.

  • Il gusto: È il più dolce della famiglia dei radicchi. Ha quella nota amarognola tipica, certo, ma è delicata, quasi timida, bilanciata da una croccantezza incredibile.

Il Marchio IGP: una garanzia, non un fronzolo

Quando acquistate il Castelfranco, cercate sempre il sigillo IGP (Indicazione Geografica Protetta). Non è per fare i raffinati, ma perché questo radicchio segue un disciplinare rigido: può crescere solo in alcuni comuni tra Treviso, Padova e Venezia.

Il vero segreto? L’imbianchimento. Le piante vengono messe al buio e immerse in acqua di risorgiva. È questo processo che le rende così tenere, chiare e croccanti. Insomma, riceve un trattamento da spa prima di arrivare nel tuo piatto.


Come valorizzarlo in cucina? Il Radicchio di Castelfranco è versatile, ma ha le sue preferenze. Ecco come trattarlo con il rispetto che merita:

  1. A crudo (Il Re delle insalate): È il modo migliore per godersi la sua bellezza. Tagliatelo grossolanamente e abbinatelo a ingredienti dolci o grassi: noci, petali di parmigiano, o magari qualche chicco di melagrana per un contrasto cromatico da urlo.

  2. Risotti gourmet: Se volete un risotto elegante, usate il Castelfranco verso la fine della cottura. Manterrà la sua consistenza senza diventare troppo scuro.

  3. L'abbinamento audace: provatelo con un filo di miele d'acacia e del formaggio erborinato. Un'esplosione di sapori che vi farà dimenticare la pioggia fuori dalla finestra.

Il consiglio dello chef: Per mantenere le foglie turgide e croccanti, immergetele in acqua freddissima per dieci minuti prima di servirle. Funziona meglio di un lifting!

Il Radicchio di Castelfranco non è solo un ingrediente, è un’esperienza sensoriale che porta un po' di luce nei mesi più freddi. È elegante, sano (pieno di minerali e vitamine) e terribilmente fotogenico.

 

INGREDIENTI (per uno stampo da cm 24)

  • 800 grammi di patate
  • 2 uova
  • scamorza bianca (non affumicata)
  • burro per ungere la teglia
  • pangrattato
  • sale, pepe
  • INOLTRE PER FARCIRE:
  • prosciutto di Parma
  • radicchio di Castelfranco (del mio orto!!)
PREPARAZIONE: lessare le patate, schiacciare nello schiacciapatate, mettere in una grande ciotola, aggiungere le uova sbattute, regolare di sale e pepe. Ungere la teglia con il burro, aggiungere il pangrattato, togliendo quello in eccesso. Versare l'impasto di patate nella teglia, sopra le fettine di scamorza bianca, aggiungere sopra qualche cucchiaio di pangrattato. Cuocere in forno a 180° per 35 minuti. Lasciare intiepidire la torta di patate, capovolgere su un piatto da portata, farcire con le foglie di radicchio di Castelfranco lavate e asciugate e roselline di prosciutto di Parma. 


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