Sicilia Occidentale (prima parte)

(qui sopra veduta dall'alto di Castellammare del Golfo)

Ho partecipato dal 22 al 26 marzo al tour della Sicilia Occidentale organizzato dal Distretto Turistico della Sicilia Occidentale per la promozione del territorio. Ero già stata in Sicilia nel 2012 (per un viaggio personale) e quindi sapevo già quante bellezze storiche, meravigliosi paesaggi, mare di un azzurro mozzafiato e cibo di elevata qualità mi aspettava lì. Abbiamo alloggiato a Trapani (Garibaldi 31conosciuta come la città del sale e della vela proprio grazie all'estrazione e commercio del sale, senza dimenticare l'appellativo di città del corallo. Il territorio di Trapani racchiude diversi paesaggi dovuti alle diverse dominazioni che ci sono state in passato e quindi vi è un mix di tutte queste culture: dai Romani agli arabi, dai Normanni agli Aragonesi, dagli Angioini ai Borboni. Trapani è anche centro portuale e turistico e quindi importante meta turistica grazie alle sue spiagge e all'eccellente gastronomia influenzata dalla cucina araba. Oltre all'estrazione del sale è importante ricordarla per i prodotti di tonnara e per tutti gli oggetti provenienti dalla lavorazione del corallo, altro fiore all'occhiello di questa città.

Abbiamo visitato la bottega/laboratorio specializzata in corallo "coralli e preziosi di Graffeo & Damiano" (Via A. Roasi, 11 Trapani) impresa a carattere familiare. Qui si tocca con mano la vera e propria passione per il corallo e la vena artistica dei titolari che creano magnifici pezzi unici grazie alla loro creatività e al grande impegno di artigianalità: dai gioielli, alle sculture, ai quadretti alle immagini sacre, ai presepi, ed altri oggetti. Nel corso degli anni hanno partecipato a numerose mostre e fiere sia nazionali che internazionali, un arte questa del corallaio che sta andando, via via, scomparendo, ma io spero che queste persone, vista la loro grande esperienza e bravura, continuino con piacere e dedizione a praticarla ancora per molto tempo.  

- Erice, antico borgo medievale perfettamente conservato meravigliosamente, racchiuso dalle Mura Ciclopiche nel quale si trovano ancora tradizioni dimenticate, diverse chiese (alcune poi divenute conventi) e palazzi storici (tra i quali anche il Palazzo Municipale), il Castello normanno (detto anche Castello di Venere), il Duomo dell'Assunta, il Santuario di Sant'Anna, il Monastero di Santissimo Salvatore. Questa piccola cittadina si trova proprio sul monte Erice a 750 metri sul livello del mare e dista da Trapani soltanto 15 chilometri. Per godere del panorama mozzafiato si può salire attraverso la funicolare. 
Anche qui l'enogastronomia la fa da padrona, impossibile dimenticare tutti i dolci tipici: dai dolci di pasta reale, alle "minne delle monache", ai belli e brutti, cassatelle, cannoli, la frutta martorana (preparata con pasta di mandorle, o pasta reale, con la forme ed i colori dei vari frutti), e poi altri dolci con i pistacchi, con il marzapane, i buccellati di fichi, i sospiri, i dolcetti al liquore, le palline all'arancio o cioccolato o pistacchio, i mostaccioli, le torte, il miele, le marmellate, abbinati magari ad un bicchierino di zibibbo o di liquore al melone o al pistacchio, le genovesi (pasta frolla con ripieno di crema di latte al profumo di limone) dolce questo inventato proprio da Maria Grammatico nella sua pasticceria dove noi siamo stati per poi passare nel suo ristorante/laboratorio dove abbiamo potuto mettere le mani in pasta e provare a preparare alcuni di questi dolcetti, rimanendo poi anche qui a pranzo assaggiando tante specialità tipiche del luogo. Erice fa parte del circuito dei Borghi più belli d'Italia. (non metterò foto della città di Erice perchè abbiamo trovato brutto tempo con pioggia e vento

Grotta di Mangiapane a Custonaci. Custonaci è un piccolo comune in provincia di Trapani di poco più di 5.000 abitanti. Custonaci è la città del marmo, lPietra di Custonaci, oggi esportata in tutto il mondo, che si ricorda essere stata impiegata fin dal Medioevo: il libeccio antico, policromo con sfumature sul rosso, riveste infatti edifici come la Reggia di Caserta e la Basilica di San Pietro a Roma. Nel dopoguerra, grazie all'industrializzazione, Custonaci ha assunto ruoli di primo piano nel campo internazionale col Perlato di Sicilia, il marmo più venduto nel mondo, dopo il bianco di Carrara. E’ un calcare fossilifero del Cretaceo inferiore con fondo avorio chiaro, arabescato in marrone e belle chiazze di pura calcite, e si ricava principalmente nella zona a sud-est di Monte Cofano. Vengono inoltre estratti il Perlatino di Sicilia, il Botticino, l’Avorio venato, il Brecciato e il Libeccio. In questa zona si trova la Riserva Orientata Naturale del Monte Cofano, con baie marine incontaminate e panorami mozzafiato arricchiti anche da coltivazioni di olive e vite, con un mare che lascia letteralmente senza fiato per la sua straordinaria bellezza. Una zona questa ricca di storia e tradizioni come quella che risale ai primi del Novecento della rievocazione del Presepe Vivente che si svolge all'interno della Grotta Mangiapane. La Grotta Mangiapane è alta circa 70 metri e profonda 50, fu abitata dall'uomo fin da tempo del Paleolitico Superiore ed è la più grande del comprensorio. Famosa per il suo suggestivo scenario ospita al suo interno un villaggio caratterizzato da un lungo corridoio pavimentato con pietre e ciottoli. Agli inizi dell’Ottocento la famiglia Mangiapane vi costruì cinque piccole case a due piani, un magazzino e due stalle; altre stanze furono ricavate chiudendo il fondo della grotta, e fu realizzato un grande forno. All'esterno sorsero delle casette, ed una grotta più piccola fu utilizzata per la custodia del gregge. La famiglia vi abitò fino al 1950 e oggi il villaggio fa da cornice al Museo e al Presepe vivente. Molteplici le iniziative promesse qui sul territorio di Custonaci: il campionato mondiale di enduro under 23/senior 2016 (24 aprile); San Giuseppe artigiano (1° maggio Sperone); slalom città internazionale dei marmi Custonaci (8 maggio Baia Cornino); torneo regionale di Bocce (29 maggio Bocciodromo Cornino); seconda edizione dentro e fuori la montagna (27 maggio/5 giugno Grotte di Custonaci); terza edizione della settimana dello sport (2-10 luglio Baia Cornino);  Note d'estate (centro di Custonaci date da definire); torneo provinciale di bocce (4-16 luglio Bocciodromo Cornino); terzo trofeo di nuovo - finale coppa Sicilia di nuoto (9 luglio Baia Cornino); ventiseiesima edizione Spincia Fest (13-17 luglio Baia Cornino); Baia d'autore - letture al chiaro di luna (21 e 28 luglio e 4,11,18 agosto Baia Cornino); Gimkana automobilistica in notturna "Città Custonaci" (6 Agosto Baia Cornino); Schiuma party (Agosto Baia Cornino); DJ LIVE Contest Cornino (12-15 Agosto Baia Cornino);  Festival Internazionale del Folklore (23 Agosto Centro di Custonaci); festeggiamenti in onore  di MARIA SS. di Custonaci (24-31 Agosto Custonaci e Baia Cornino) e sbarco della Madonna (29 agosto); sesta edizione Odori e Sapori di Sicilia (3-11 Settembre Custonaci); Regina Pacis - Faro di Pace nel Mediterraneo (8-11 Settembre Custonaci); Festa dell'Immacolata (8 Dicembre Custonaci - Chiesa di San Giuseppe  e Santuario di Maria Ss. di Custonaci); Festa di Santa Lucia (13 Dicembre Custonaci Chiesa di Santa Lucia e Santuario di Maria Ss. di Custonaci); Presepe Vivente di Custonaci (25 e 26 Dicembre 2016 – 5,6,7,8 Gennaio 2017  C. da Scurati - Grotta Mangiapane); Custonaci città mediterranea del Natale (18 Dicembre 2016 - 8 Gennaio 2017 Centro Custonaci).
Il presente programma potrà subire variazioni non dipendenti dalla volontà degli organizzatori. Per ulteriori informazioni: Ufficio Comunicazione Comune di Custonaci, dottoressa Simona Licata, contatto email: comunicazione@comunecustonaci.it, tutte queste molteplici attrattive rendono tutto l'anno Custonaci adatta a tutte le tipologie di turisti, naturalistici e non.   


Marsala e azienda vinicola Cantine Florio 1833. Marsala è sicuramente molto nota per lo sbarco di Garibaldi e dei Mille nel maggio 1860 ma anche per la grande produzione di vini, infatti dal 1987 è divenuta Città del Vino. Molto affascinante il centro storico (isola pedonale), meritano una visita il Duomo, le chiese barocche, ed anche l'antico mercato che di sera si trasforma come punto di ritrovo grazie ai tanti locali che vi sono qui. Da non dimenticare la degustazione di una squisita granita al limone in uno dei tanti bar con tavoli all'aperto. Immancabile l'interessante tappa alle Cantine Florio 1833 con visita all'affascinante cantina (una delle più antiche e imponenti del luogo, tra l'altro ben mantenuta, grandissima, molto belle le grandi botti per la conservazione del vino , costruite a mano; qui vi è la vera storia del vino Marsala, la cantina ha ospitato anche lo sbarco dei Mille di Garibaldi). Un vero viaggio sensoriale è stata la degustazione di 4 vini con abbinamenti gastronomici, una vera esperienza emozionale. Marsala è dotata di un microclima speciale che permette di produrre rinomati vini tra i quali il più famoso ed esportato in tutto il mondo è proprio il Marsala. Ora Strada del Vino anticamente il paesaggio qui veniva chiamato fascia del sole proprio grazie ai suoi caratteristici ed estesi vigneti che producono, grazie agli stabilimenti che hanno mantenuto la tradizione, famosi in vini ormai conosciuti e rinomati in tutto il mondo.





Segesta.  Il maestoso tempio di Segesta è un antico tempio greco risalente all'antica città di Segesta, ben conservato (ha 2000 anni di storia ma se li porta ancora benissimo), si trova sulla cima di una collina, da qui infatti vi è un panorama mozzafiato. Proseguendo poi la visita del sito vi è anche un incantevole teatro, il tutto immerso in una natura incontaminata, seppure noi lo abbiamo visitato a fine marzo (ed il tempo era stranamente variabile, con poco sole), c'erano diversi turisti in visita all'interno del sito. Merita assolutamente la visita procedendo dalla salita a piedi (seppur un pò lunga e a tratti ripida) per ammirare il panorama, in un paesaggio magico che sembra quasi sospeso nel tempo per godere della tranquillità che indubbiamente si respira qui (consiglio la visita di mattina presto, appena apre possibilmente, perché d'estate è molto affollato di turisti, io ci sono stata nel 2012 in un mio precedente viaggio).    


Castellammare del Golfo, Tonnara di Scopello. Castellammare del Golfo sorge ai piedi del Monte Inici, da qui il nome del golfo, zona questa ricca oltre che di vino, di pesca e di turismo. Qui vi è un castello arabo-normanno che domina il mare, oggi museo di grande importanza dove viene raccontata la vita del lavoro dei vari artigiani (fabbri, calzolai, ecc.) con attrezzi e utensili vari, un vero viaggio nel tempo. La Tonnara di Scopello è una delle città più antiche tonnare di tutta la Sicilia, un posto incantevole dove noi ci siamo fermati per poco (solo per mancanza di tempo) ad ammirare lo spettacolare panorama. Di proprietà della Famiglia Florio ha sempre avuto una grossa attività di pescato con notevoli quantità di tonno. 







San Vito Lo Capo nota città per la sua bellissima spiaggia (da un sondaggio si dice che sia la migliore d'Italia per questo) si trova nella penisola omonima qui abbiamo visitato il Santuario.


Favignana ed ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica. Favignana è la maggiore delle isole appartenente all'arcipelago delle Egadi, molto carina con i sue case bianche con le finestre azzurre, fa parte della Riserva Naturale delle Isole Egadi, da Trapani dista soltanto mezz'ora circa di aliscafo o traghetto. Questa isola è incantevole con la sua macchia mediterranea, il mare di un azzurro cristallino e pulito direi proprio fantastico, le coste frastagliate, le cave di tufo, il Castello di Santa Caterina, il porto, le Chiese, le spiagge con le suggestive calette, un piccolo centro con diversi ristoranti e gelaterie, tutto da scoprire camminando, una vera perla! Sicuramente tornerò per conto mio e con calma, ma non nel mese di agosto, che credo sia sovraffollato, ma in un altri periodo estivi. 
Abbiamo visitato l'ex Stabilimento Floro delle Tonnare di Favignana e Formica, orma non più in attività ma trasformato in museo sotto la guida di ex operai dello stabilimento, molto interessante per scoprire curiosità sulla pesca e sulla lavorazione del tonno. "Zio Peppe", ovvero Giuseppe Giangrasso, uno degli ultimi tonnaroli e custode per 40 anni della tonnara, ci ha accompagnato in questo viaggio attraverso il tempo. La tonnare è anche sede di Antiquarium, museo dove sono conservati antichi reperti storici ritrovati nel mare delle isole Egadi, tra i quali anche alcuni relativi alla battaglia delle Egadi. Questa struttura, molto vasta, è una delle più grandi tonnare del Mediterraneo, qui il tonno rosso veniva tagliato e cotto in 24 grandi caldaie, ancora visibili, e poi messo ad asciugare. In un locale a parte vi era la lavorazione delle latte con apposite macchine e saldatrici, presentate dalla Florio nel 1892 attraverso le famose scatolette con apertura a chiave. La pesca veniva effettuata secondo l'antico metodo di pesca chiamato la Mattanza, qui venivano pescati tonni che pesavano oltre 100 chili particolarmente apprezzati per le loro carni gustose e molto pregiate. I pescatori circa verso metà aprile calavano le loro reti dove rimanevano imprigionati i tonni, tutto questo era comunque soggetto al cammino dei tonni e alle condizioni del mare, infatti le barche che loro utilizzavano non erano adatte a questo tipo di pesca in caso di mareggiate. La Mattanza era guidata da un capo molto esperto, il Rais, che proprio grazie alla sua esperienza decideva quando iniziare e concludere la Mattanza in base alla corrente, quando aprire e chiudere le camere di reti, e dava ordini alle barche di chiudersi a quadrato in modo da facilitare l'accesso dei tonni nelle apposite camere, formate da una serie di 5 reti, nelle quali i tonni, una volta entrati non erano più in grado di uscire, camere che comunicano tra di loro attraverso delle "porte" (ovvero delle reti mobili). Proprio grazie a questo sistema di apertura e chiusura delle "porte" i tonni vengono spinti nella "camera della morte", qui i pescatori tirano la rete, lo spazio si stringeva ed i tonni erano costretti a salire in superficie, si agitavano, tentavano la fuga e a causa del loro urtarsi si ferivano, a questo punto, già tramortiti, secondo la tradizione, si intonano gli antichi canti di origine araba che scandivano il ritmo dei movimenti dei tonnaroli, "le Cialoma", ed era proprio questo il momento nel quale il Rais, con un fischio, dava il via alla mattanza finale, i pescatori prendevano i tonni con i loro arpioni e li caricavano sulle barche, le barche rompevano così il quadrato disponendosi dietro il vascello, in processione, per rientrare in porto.  














Processione settimana santa di Pasqua e scuola di cucina Nuara a Trapani. La processione santa viene dedicata ai mestieri ed oggi questa rappresentazione rimane praticamente invariata rispetto al passato. Ha inizio alle ore 14 del venerdì santo e prosegue per 24 ore fino al sabato (senza sosta, anche durante la notte) partendo dalla Chiesa delle Anime del Purgatorio via via percorrendo tutte le vie principali, per questo motivo è la più lunga manifestazione religiosa italiana ed anche la più antica. I gruppi sacri dei misteri (i mercanti, i droghieri, i cappellai, i bottai, i corallai, i calzolai, i bottegai di salume, i venditori di frutta, i barbieri, i vasai, ecc.) percorrono tutte le vie cittadine, i misteri sono formati da 20 gruppi che rappresentano la passione e la morte di Cristo, nello specifico 18 gruppi + 2 che rappresentano Gesù morto e Maria Addolorata. I gruppi vengono rappresentati attraverso statue ispirate ad episodi citati nei testi sacri, ai quali i trapanesi diedero poi anche delle personali interpretazioni. Le statue sono fissate su una base di legno che permette un'oscillazione durante il trasporto in modo da rendere la visione ancora più suggestiva, "l'nnacata", cioè proprio il movimento oscillatorio dei portatori secondo i brani musicali suonati dalle bande al seguito, le statue vengono addobbate con ornamenti e fiori e illuminate in modo da far risaltare il volto sofferente e dolorante. Abbiamo concluso la serata partecipando ad un corso di cucina presso la scuola di cucina Nuara (Via Bastioni n. 2) che si dedica alla conservazione e recupero delle tecniche di tradizione (per adulti e bambini) dove chef qualificati oltre ai corsi, sviluppano anche degustazioni ed analisi sensoriali, e corsi di educazione alimentari, a stretto contatto con i produttori locali, una cucina antica questa frutto di varie contaminazioni di diverse colture, legate dall'identità del territorio, un vero e proprio centro di cultura enogastronomica, abbiamo preparato, con la guida dello Chef Francesco Pinello, il pesto alla trapanese e le busiate che poi abbiamo anche mangiato lì a cena. 




Nel prossimo post vi parlerò di tutti i ristoranti dove abbiamo mangiato, con la specifica dei piatti. (qui sotto Favignana)

14 commenti:

  1. wow, ora so cosa mi aspetta quest'estate :-) Grazie di questo tour virtuale di un'isola splendida e piena di tradizioni..aspetto il prossimo post sui ristoranti ^_*

    RispondiElimina
  2. mamma mia Silvia un bellissimo tour! possibile che io che ho la mamma siciliana ancora non sia stata a visitare questa terra meravigliosa? complimenti e immagino che bella soddisfazione!!

    RispondiElimina
  3. Che meraviglia questo viaggio. Conosco il libro e i dolci di Maria Grammatico.

    RispondiElimina
  4. l' ho proprio gustato come un cannolo siciliano questo tuo magnifico reportage ! Vorrei ritornare per visitare i posti che mi mancano, foto meravigliose Silvia ! Un abbraccio

    RispondiElimina
  5. Meravigliose immagini, meravigliosi spunti e idee per una super vacanza.

    RispondiElimina
  6. Non sono mai stata in Sicilia, grazie per questo post e per queste belle foto.
    Ti abbraccio

    RispondiElimina
  7. Cara Silvia, 2 anni fa ho trascorso 10 giorni con appartamentino a San Vito Lo Capo.
    Che dirti, sono posti stupendi.Trapani con le sue saline, Segesta, Castellamare, la Cala dello Zingaro e tanti altri posti uno più bello dell'altro.
    Veramente stupendo.
    Brava Silvia, vai avanti che mi fai di nuovo sognare.
    Buona serata
    Mandi

    RispondiElimina
  8. Silvia che viaggio meraviglioso, e per questo post posso dirti solo grazie, da sempre sogno di fare un viaggio in Sicila.
    Un bacione

    RispondiElimina
  9. bellissimo....Sil, ho letto il tuo post tutto d'un fiato grazie per avermici portata..!

    RispondiElimina
  10. Cara Silvia, io abito in Sicilia da ormai sei anni ma fin dall'età di 1 anno mi recavo tutte le Estati con i miei in quanto mio padre è originario di quest'isola:)).
    Ti faccio i miei migliori complimenti in quanto il tuo post è splendido e hai
    descritto con dovizia di particolari, tutte le attrattive sia dal punto di vista
    paesaggistico che gastronomico della Sicilia Occidentale..io risiedo nella parte orientale, nella punta più meridionale e sebbene la regione sia la stessa vi sono differenze a livello dialettale, paesaggistico (la zona di Trapani è molto
    bella...)e anche gastronomico: ogni provincia ha i suoi piatti tipici, spesso sconosciuti nelle altre zone:)).
    Grazie mille per il post Silvia, mi piace tantissimo come l'hai articolato;)
    un bacione:))
    Rosy

    RispondiElimina
  11. Grazie Silvia per il post bellissimo
    Te lo dice una siciliana di Trapani ( hai visto la mia isoletta di Favignana quanto è bella? ).

    RispondiElimina
  12. Da sempre sogno di vedere la Sicilia!!! Deve essere proprio meravigliosa...

    RispondiElimina
  13. la Sicilia è una terra meravigliosa!

    RispondiElimina